Via Po


Tutte le città, paesi, gruppi di case che si affacciano al Po hanno una via Po, che si butta perpendicolare al corso del fiume.

Dopo le disavventure iniziali siamo ripartiti, in treno, fino a Casale Monferrato per recuperare un po’ della strada non percorsa il primo giorno e da lì ci siamo messi a pedalare nuovamente. Il percorso è facile da perdere, si inerpica nei campi e su strade che hanno il divieto d’accesso, sterrati utilizzati dai trattori per muoversi tra i campi, con buchi enormi o sentieri con l’erba alta ed i rami in mezzo al cammino a volte anche franati. Siamo costretti a portare le bici in spalla attraverso il letto di un torrente che ha fatto franare il sentiero. La velocità che si riesce a tenere non supera i 15kmh a causa delle buche e della tipologia di biciclette prettamente cittadine. Ogni poche centinaia di metri o dopo qualche chilometro bisogna fermarsi a controllare il tracciato gps per essere sicuri si essere sulla strada giusta e a volte bisogna tornare indietro al bivio precedente.

WG2_2280Sul far della sera una mia distrazione (ed il fatto che andavo senza mani “ciao nonna, senza mani”), un buco non visto e mi ritrovo a terra lungo e disteso. Era almeno 15 anni che non cadevo in bicicletta. Per fortuna solo qualche graffio a mani e ginocchia, ma il freno davanti si è spaccato ed il portapacchi è imploso sotto il peso dei bagagli e della botta.

Dopo un po’ di riposo per capire dove diamo e perché, con dei cani che nonna smettevano di abbaiare dietro l’orecchio, ci dirigiamo a Sale, dove ci concediamo una piccola pensionino sopra ad un ristorante. Durante questo tragitto sfrutto la frenata “a contropedale (kers)” di Zehus e Gaia porta anche le mie borse sulla sua bicicletta.

IMG_20160823_100740Stamattina grazie all’intervento di Bruno, un biciclettaio aggiustatutto di Sale, riusciamo a sostituire il freno ed adattare un vecchio porta pacchi alla bicicletta. I risvolti economici di quella che sarà la VENTO già si vedono, Bruno infatti non è il primo che ci dice che son già passati dei ciclisti che andavano verso Venezia. IMG_20160823_132011

Al momento la strada è solo un’idea, un tracciato GPS e la voglia di scoprire la pianura padana, ci sarà bisogno di molto lavoro per rendere davvero ciclabili le strade di campagna che stiamo faticosamente e lentamente percorrendo.

Riusciamo a raggiungere Pavia giusto per l’ora dell’aperitivo, ma non avendo ricevuto nessuna disponibilità dai pochi WarmShowers presenti decidiamo di proseguire ed accamparci da qualche parte. Troviamo un bellissimo casolare immerso nei pioppi e pieno di mucche, il contadino ci dice che possiamo accampare dove vogliamo, anche nell’aia, e che solo ieri c’erano dei pellegrini che stavano percorrendo la via francigena che han passato qui la notte.

Concludiamo questo terzo giorno stanchi, sporchi, ma in mezzo alla natura coi rumori della fattoria attorno a noi. Una bella giornata!

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