Verso il Cile e Santiago


Buongiorno a tutti,
Sono un po’ indietro coi racconti ma cercherò di recuperare.

image1Il 2 maggio ci siamo alzati presto e dopo aver salutato il nostro ospite a Mendoza siano andati a prendere un bus per il Cile. L’idea originale era di passare quel confine, in alta montagna, in autostop, ma visto il mio non ancor ottimo stato di salute abbiamo preferito prendere un bus.
Il passo che separa Mendoza da Santiago é spettacolare, la strada si arrampica fino ad oltre 3000 metri di quota, dove si é circondati fa montagne ancor più alte e da vallate glaciali e fluviali con fiumiciattoli che scorrono allegri. Tutto il percorso stradale é accompagnato da una ferrovia a scartamento ridotto ormai abbandonata, ma che si proietta in salti, ponti, gallerie che ancora in qualche modo stanno in piedi.

IMGP8771La salita verso il confine, dall’Argentina, é dolce e si attraversano alcune stazioni tipicamente sciistiche ormai abbandonate, ci han detto che non nevica più come un tempo.. La discesa dal lato cileno invece é ripida e tortuosa, una serie di una trentina di tornanti portano velocemente al piano, con il bus che ad ogni curva esce un pezzo dalla strada e i camion che salendo sbuffano nero dagli scarichi sfiorando i camion nell’altro senso di marcia.
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Arrivati a Santiago veniamo accolti dal nostro nuovo ospite di Couchsurfing, Daniel, che ha uno studio grafico ed una casa fantastica su due piani in una zona relativamente centrale.
La città ci piace da subito, con i suoi colori, la vita che si vede e l’attività che pare comunque frenetica. Ci sono giocolieri in ogni angolo, tanti parchi, le macchine che si fermano per farti attraversare e una sensazione di anni 90-2000, un enorme passo avanti rispetto agli 80
dimostrati dall’Argentina.
IMG_20150502_235248La prima sera la passiamo in casa con degli amici del nostro ospite, loro suonano, noi beviamo, loro bevono ed é presto mattina.

Il secondo e stranamente breve giorno girovaghiamo per il museo di belle arti e il quartiere bellavista, affascinati dalla quantità di murales  e dalla qualità degli stessi che tappezzano le pareti delle case e dei locali.

Il terzo giorno completiamo il giro classico del centro di Santiago e poi andiamo a trovare Daniel al suo studio, dove conosciamo i suoi soci, che fanno fare musica alle piante e un suo cliente, che dopo anni di direzione del cinque di soleil sta organizzando un altro show itinerante. La giornata
termina a casa dove ci proponiamo di cucinare un risotto e magicamente compaiono altre 8 persone affamate :-) e l’atmosfera della cucina, con musica, vino e persone e io che cucino diventa quella che mi ricorda un evento BEST.

Santiago ci é davvero piaciuta, a natale la avevamo liquidata troppo in fretta, vogliosi di esplorare il fantastico sud. Al momento si guadagna il primo posto come città in cui tornare per aver dimostrato di essere viva e spinta verso il futuro.

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