Talara, una vacanza nel viaggio


Da Piura ci spostiamo sulla costa, a Talara, dove veniamo accolti da un’intera famiglia di CouchSurfer, vediamo perdere la semifinale di coppa america dal Perù e ripartiamo per l’Ecuador.

Dopo i poco fruttuosi giorni di autostop, costretti a prendere bus per spostarci, arriviamo dapprima a Piura, da dove, incrociando pozzi petroliferi e zone semi-sedertiche, ci trasferiamo a Talara, casa della nostra CouchSurfer.

IMG 20150629 125717Veniamo accolti dal cugino, che, come scopriremo in seguito, è quello che effettivamente ci concede la stanza. Ci invitano a mangiare in un ristorante in centro, dove finalmente proviamo la cheviche, un piatto di pesce o frutti di mare crudi, cotti solamente dal limone e la chicha morada, una bevanda leggermente alcolica ottenuta dalla fermentazione del Mais scuro. Come poi scopriamo il ristorante è dei genitori della nostra ospite e quindi tutto il cibo è offerto. Come questo primo pasto ci verrá offerto cibo, pranzo e cena, durante tutta la nostra permanenza.

IMG 20150629 123158Ci sentiamo coccolati, come in una vacanza all inclusive o in una crociera. Non sappiamo bene come sdebitarci di tutta questa ospitalità alla quale non siamo assolutamente abituati. Nemmeno il fatto che in casa manchi di acqua ci pesa visto l’accoglienza che riceviamo. Due taniche enormi, inoltre, aiutano a superare il problema di farsi la doccia anche in assenza del’acquedotto.

Approfittiamo di questa vacanza nel viaggio per rilassarci, dormire, visitare una vicina spiaggia (proprio nel giorno della festa del pescatore, assistendo così ad una processione su barche) e guardare la semifinale di Coppa America, tra Perù e Chile, con l’intera famiglia. Purtroppo il Chile vince e nella cittá peruviana dove siamo si respira nell’aria per tutta la sera tristezza e dispiacere.

Ripartiamo dopo questa pausa in famiglia ed un lungo week end ricaricati e rimpinzati di delizie, pronti a lasciare il Perù, dopo ben un mese di permanenza.

L’ultima tappa prima del confine è Mancora, sempre sulla costa, da cui prenderemo un bus notturno per Cuenca, entrando così in Ecuador. A Mancora contattiamo un gruppo di Argentini, che da oltre un anno viaggiano su un autobus giallo mentre realizzano progetti di grafica e disegno per pagarsi il viaggio. Con loro e con il loro compagno di viaggio quadrupede guardiamo la seconda semifinale di Coppa America, che vede l’Argentina battere il Paraguay con un punteggio definibile solo “tanto a poco”.


 

Non ci aspettavamo di passare tutto questo tempo in Perù. Non ci aspettavamo di trovare posti così belli e cibo così buono. Ci sono cosí tante cose da esplorare che non basta una vita e sicuramente è un paese in cui tornare. Il bello che abbiam trovato é poco pubblicizzato dal governo ed ancor meno dai suoi emigrati nel mondo. Sono tante però le contraddizioni e gli aspetti in cui il Perú potrebbe migliorare: il rispetto dell’ambiente e delle sue risorse è tra i primi, per non parlare poi del traffico..
Abbiamo attraversato principalmente la parte centrale del paese, quella andina, senza esplorare la selva o la costa e di posti ancora da vedere e da vivere ce ne sarebbero tantissimi. Il cibo é ricchissimo e vario ed è frutto principalmente dell’unione dei tre climi e dell’abbondanza di prodotti che non si trovano in altre parti del mondo, basti pensare alle decine di varietà di patate e di mais. Questo lo accomuna molto all’Italia gastronomica, provate voi a fare una pasta buona senza il grano duro trafilato al bronzo e i pomodori cresciuti al sole del Sud..


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