Sulla via Francigena


Primo giorno di viaggio: 50Km in bici, 7Km a piedi, 4 pezze per rattoppare una camera d’aria, 1 treno.

Partire da Torino è piacevole, le piste ciclabili sono prevalentemente sterrate e attraversano dei grandi parchi fluviali in cui è facile perdersi. Scopriamo così, a meno di 7km dal centro città, dei posti perfetti per un barbecue, per una giornata in spiaggia sul fiume e per delle passeggiate o delle pedalate in compagnia.

Le biciclette a pedalata assistita ci spingono bene fino ad oltre i 20Kmh, che per le strade che stiamo affrontando sono a volte un bell’andare e a volte sembra di fare un po’ di downhill saltando da un lato all’altro del sentiero, divertentissimo!

WG2_2251 WG2_2255Ma seguire il percorso del tracciato della VENTO non è affatto facile senza controllare di continuo il telefono e così ci perdiamo qualche volta e finiamo in strade chiuse o ci ritroviamo dal lato opposto del fiume. I percorsi attraversano i campi in strade frequentate dai trattori, qualche lepre, un fagiano e tanta vegetazione, costringendoci ad un certo punto ad un dietro-front per l’allagamento di un tratto di strada per l’irrigazione dei campi di granturco.

WG2_2244Incrociamo più volte le indicazioni della via francigena e dopo averle viste settimana scorsa a Oulx, scesi dal gran bosco di Salbertrand pare proprio perseguitarci.

Incontriamo una via sbarrata, che ci costringe a circumnavigare un gruppo di case, ma fa parte gioco di osservare come è adesso che la VENTO ancora non esiste.

WG2_2259Poco dopo Chivasso, Gaia però buca la ruota dietro. Ci fermiamo ad aggiustarla ma pochi km dopo è di nuovo a terra, dallo stesso punto. Finiamo col mettere 4 pezze una sull’altra senza riuscire però a gonfiare la gomma oltre una certa pressione (complici magari anche i 40 gradi all’ombra). Ci troviamo alle porte di Crescentino, appena sconfinati in territorio di Vercelli. Consultiamo brevemente (e disperatamente) le mappe ma essendo agosto, domenica e non avendo noi preventivamente comprato nessuna camera d’aria di scorta ci tocca raggiungere il “vicino” paese di Saluggia dove ci si pongono due opzioni: aspettare l’indomani pomeriggio l’apertura del negozio di biciclette, oppure prendere un treno e tornare a Torino, dove riparare in mattinata la ruota e ripartire in treno per proseguire il viaggio.

Capitiamo per pura casualità nella pizzeria di Elia il cantante dei Posidonia, gruppo di nostri amici, che ci offre ospitalità per la notte. Nonostante questo decidiamo di tornare a Torino per riparare più velocemente la ruota.

Eccoci così al punto di partenza, sempre Torino, ma dopo 50 km di esplorazione molto piacevole dei dintorni. Domani ci riproviamo, non ci perdiamo d’animo!


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