Perù Puno e le isole galleggianti


Per lasciare la Bolivia decidiamo di riprendere a viaggiare in autostop.

Da Copacabana al confine però non c’è altro modo che accettare il “passaggio” di un taxi collettivo, dopo aver naturalmente trattato e dimezzato il prezzo iniziale.

Al confine peruviano riceviamo un benvenuto dall’assenza di regole in quanto a me vivente concesso un visto di ingresso da 90 giorni, mentre a Gaia di soli 40. Ci vuole una buona mezz’ora di discussione con l’addetta per ottenere il pareggio a 90 giorni..

Il primo passaggio ci viene dato da una coppia che pare abbastanza contrariata quando diciamo che viaggiamo senza pagare e dopo il primo tratto insieme cerca di convincerci ad andare fino alla nostra destinazione pagandogli la tratta. Aspettiamo una buona ora al vento, con il lago Titicaca alle spalle, fino a quando una coppia di amici ci carica fino a Puno. La conversazione scarseggia e la stretta di mano finale l’autista la avrebbe preferita farcita, ma non avendo pattuito nulla all’inizio, nulla gli é dato.

Le strade del Perù viste fino ad ora sono pienissime di mini taxi che sembrano importati dalla Cina della forma di un Ape Piaggio plasticoso con una rete che divide guidatore da clienti. Vista la scarsezza di passaggi iniziano a valutare seriamente l’opzione di compare uno di questi ‘cosi’ o un motocarro, altrettanto diffuso, per spostarci in Perù e per portarlo poi fino al Messico. Vediamo il procedere di questo viaggio come fa maturare questa idea.

IMG_20150530_171055La principale attrattiva di Puno sono le isole galleggianti del lago Titicaca e le due isole che stanno a qualche ora di barca dal suo porto. Una volta arrivati in città ci avventuriamo per le vie turistiche e non, finendo come sempre in mezzi ad un mercato, guardati come degli alieni dai locali. Troviamo un muro pieno di annunci di lavori, di vendita terreni, case, auto, tutto colorato con fogli gialli, l’antenato delle bacheche internet, pieno di gente in piedi a leggere e a prendere appunti sugli annunci.

Per effettuare il giro turistico delle isole troviamo l’associazione degli abitanti di Taquile, con il vantaggio che tutti i soldi soppressi vadano a loro e che il così sia così minore per noi. Il loro ufficio si trova arrivando alla banchina del porto, il primo sulla sinistra. Bisogna recarsi al mattino a prendere la barca e siano gli unici non in coda assieme a tutti gli altri turisti, ma circondati da gente del posto. La barca é piena di viveri, bevande, materiali da costruzione, ma effettua comunque una sosta per permettere ai pochi turisti di vedere come sono costruite le isole galleggianti, prima di arrivare a Taquile.

IMGP0583IMGP0592Le isole sono degli enormi blocchi di terra legati tra di loro e coperti da paglia disposta a strati perpendicolari. Le case sono in paglia ed appoggiano su dei sopralzi pur diminuire l’umidità che sale dal lago, le cucine sono in terracotta per evitare o meglio diminuire il rischio di incendi. Tutti ciò é nato, si intende dalla spaccone della presidentessa dell’isola dove cui fermiamo, da delle case costruite su delle barche di paglia, che su sono poi evolute in qualcosa di più stanziale, con l’idea nomade di sottofondo.

 

 

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IMGP0605IMG_20150531_133152Gli abitanti di Taquile, dopo aver sopportato noi turisti che scorrazziamo sulle isole galleggianti, ritardandogli l’arrivo finalmente possono scaricare la loro mercanzia e poi superarci sui sentieri che portano ai 4000m dell’isola con facilità, mentre noi camminiamo con la lingua fuori. Il tour prevede di portarci in uno dei ristoranti dell’isola, che a rotazione servono trota ai ferri per venti soles, quattro volte il prezzo di un pasto equivalente in un mercato, ma anche questo é far girare l’economia. L’isola é adornata da boschi di eucalipto ed attorniata dal blu intenso del lago Titicaca, un vero spettacolo!

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IMGP0626Torniamo a Puno con la barca più scarica e contrariamente del mattino quando eravamo la barca più lenta del porto ora riusciamo ad andate ad una velocità decente. Riattraversiamo la zona delle città galleggianti, dove si scorgono gli abitanti intenti a sistemare cose e prepararsi per la notte, mentre una luna quasi piena sorge ed un sole rossastro colora il lago ed i canneti tramontando.


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