Mezzi pubblici, living la vida loca(l)


La gestione dei mezzi di trasporto in Perú (e Bolivia) non é centralizzata, ma affidata ad una molteplicitá di mezzi indipendenti che letteralmente gareggiano tra di loro sulla strada per raccogliere i passeggeri.

La composizione della squadra é di due elementi: un pilota ed uno strillone, ehm un autista e un bigliettaio.. Il primo ha il compito, guidato dai comandi del secondo, di destreggiarsi nel traffico, tagliare la strada ad altri “Combi”, cosí si chiamano i mezzi, per raggiungere prima la fermata e caricare piú clienti possibili. Il secondo invece ha il compito di annuncire le fermate dentro il mezzo, annunciare le future fermate per la strada, convincendo le persone a salire, farsi pagare il biglietto da chi prende il mezzo e dirigere l’autista nella corsa.

Le parole d’ordine sono:
– “sube“, che si puó tradurre con un “salga” oppure un “sta salendo”, per informare l’autista che non puó ancora partire perché qualcuno sta salendo.
– “Baja“, che si puó tradurre con un “scenda” oppure un “sta scendendo”, per informare l’autista che non puó ancora partire perché qualcuno sta scendendo.
– “nadie“, traducibile con “nessuno sale o scende, quindi accelera per prendere gente alla fermata successiva”.
Queste parole sono ripetute in modo incessante ed ossessivo e prendere uno di questi mezzi é un continuo di “sube sube sube sube sube…. baja baja baja… parada qualquiera, baja baja baja…. nadie nadie

 

 

Le fermate sono a tratti inesistenti e a tratti fantasiose. Nella maggior parte dei casi nelle fermate non sono segnati i mezzi che passano e soprattutto non é segnato il nome della fermata, lasciando alla conoscenza innata delle persone il fatto di sapere dove scendere o salire.

La discesa dal mezzo puó essere richiesta in qualsiasi momento con la parola magica “baja”, l’autista frena immediatamente e ti scarica, che tu intendessi la prossima fermata o il prossimo incrocio poco importa, se non lo specifichi entro una frazione di millisecondo.

La salita sul mezzo puó essere ad una fermata convenzionale o piú facilmente in un punto a caso della strada che solo i locali conoscono (e te per imitazione ti metti ad aspettare dove c’é gente per la strada, gente che magari é li per caso, fino a quando capisci che la vera fermata é 50 metri piú avanti). La fermata puó anche essere in mezzo ad un viale (con controviale) dove le macchine passano a tutta velocitá, ma il mezzo che ti serve arriva li da un altro incrocio e svolta e quindi per puro caso rallenta e puó cosí permettersi di caricare gente, fermandosi in mezzo ad un traffico da circonvallazione.

Salire senza un locale é praticamente impossibile, loro sanno in anticipo che mezzo gli va bene e hanno la capacitá di fermarlo, anche se sai qual’é il mezzo, infatti, fare in modo che si fermi é una sottile arte da apprendere, un gesto della mano agitata in aria piú volte, un gesto che ferma un combi, un gesto che se sbagli attira un taxi o un mototaxi. Bisogna stare quindi attenti a cosa si fa, dove si guarda e a come ci si muove..

Il costo é contenuto, tutti pagano e gli studenti hanno un’ulteriore riduzione, quindi conviene. A tratti inoltre é divertente vedere come la gente ti guarda quando, con uno zainone grosso come una persona, ti infili in uno di questi mezzi a misura di bambino, cercando di non picchiare la testa sul soffitto durante le mirabolanti manovre.

 

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