Messico, nuvole, kilometri e cenote


La prima tappa del Messico è Palenque, città archeologica a sud della penisola dello Yucatan. IMG 20150921 121816Siamo ospiti da una famiglia hippy originale degli anni settanta, con figli che vagano per casa incuranti del numero di ospiti presenti, due ciclisti che come noi fanno couchsurfing e gente che viene e va per la casa. Ripariamo le sospensioni frontali di Chevroletto che ormai non reggono più e già che ci siamo facciamo cambiare le candele e ruotare gli pneumatici. Nell’effettuare quest’ultima operazione ci accorgiamo che i copertoni di tre ruote su quattro sono stati montati al contrario e sistemiamo anche questa anomalia panamense.

Dopo Palenque ci dirigiamo a Nord, nella penisola dello Yucatan, in una cavalcata di strade drittissime, tutte uguali, per un circuito circa di 1300km. Visitiamo Tulum, dove siamo ospitati da un giardiniere e i cenote li vicino per poi andare a vedere le rovine Maya di Chichen Itza e terminare a Merida. 

WG2 1307I cenote sono dei fenomeni carsici per cui si creano delle grotte che poi si riempiono di acqua proveniente da falde acquifere, in molti casi poi la terra sovrastante crolla verso il basso generando delle pozze d’acqua dolce profonde e con radici che si buttano dall’alto. Quando invece il soffitto non crolla si hanno tunnel sotterranei e cavità simili alle grotte che si trovano tra il Friuli e la Croazia, ma piene d’acqua, esplorabili a nuoto o con le bombole. Tra i vari ne scegliamo uno consigliatoci dal nostro CoucSurfer dove ti affittano maschera boccaglio e giubbotto salvagente e puoi nuotare in questa grotta sotterranea illuminata in modo da poter far risaltare tutte le stalattiti e stalagmiti presenti dentro e fuori dall’acqua.

 

IMG 20150924 155222IMG 20150924 161303Il complesso archeologico Maya di Chichen Itza, invece, è molto turistico ma particolare, in quanto diverso da quanto già visto. L’architettura risale ad un periodo più antico rispetto a Tikal, e lo si nota dai gradini delle piramidi più grandi ma che formano strutture più basse e meno slanciate. Arriviamo ad un’ora dalla chiusura e lo visitiamo durante un fuggi fuggi generale dato da un temprale in arrivo, riuscendo così ad apprezzarlo con poche persone intorno alle costruzioni. IMG 20150924 161628Anche qui vi sono dei cenote, ritenuti sacri da Maya ed utilizzati sia per approvvigionarsi di acqua dolce sia per rituali nei quali vi si gettavano all’interno statue ed oggetti di valore in segno di riconoscenza e buon auspicio agli dei. Purtroppo non si può scalare nessuna piramide, quindi la visione del tutto rimane limitata ad un punto di vista basso, ma rimane ad ogni modo interessante lo sviluppo dell’intera città, dal centro religioso, a quello del gioco della pelota alla piazza del mercato, passando per vari palazzi di cui si sono conservate solo le colonne ed i sotterranei.

Arriviamo infine a Merida, dove veniamo ospitati da un Couchsurfer e dalla sua famiglia che sembrano usciti tutti quanti da un telefilm americano: avvocato lui, agente immobiliare lei, appassionato di calcio lui e le tre figlie e i due figli e amante del tennis lei, con molti tornei vinti e relative medaglie e coppe. La casa è enorme, con piscina, con una cucina spaziale e due stanze da letto per gli ospiti dove finalmente riusciamo a dormire in un ambiente pulito e su un materasso dopo circa una settimana di viaggio nel van. Omar viene adottato come sesto figlio partecipando alla partitella mattutina a calcetto e dimostrando di apprezzare tutti i cibi piccanti propostici e per sdebitarci dell’ospitalità insegnamo ai figli (di cui almeno due voglio diventare chef) a cucinare i ravioli partendo da farina, uova e carne. Grazie a loro impariamo tante cose della cultura messicana, dei modi di dire, dei vari accenti e delle differenze tra chi vive nel DF (Distrito Federal, ovvero a città del Messico) e chi vive in altre zone. Passiamo del buon tempo di qualità finalmente con delle persone che vogliono condividere la loro cultura ed imparare dai loro ospiti.

Durante questo percorso lungo quasi come l’Italia Chevroletto inizia a piangere acqua dal sistema di raffreddamento, direttamente dentro l’abitacolo. Per fortuna scopriamo che il guasto è nel sottosistema del riscaldamento ma, per sfortuna, in Messico nessuno sa come riparare o ha i pezzi di ricambio (giustamente viste le temperature tropicali) e quindi la soluzione più rapida ed economica appare quella di escludere con un cavallotto il radiatore del riscaldamento.


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