Cordoba e il ritorno a Mendoza


La città di Cordoba é molto bella, trafficata e con tante attività che corrono tra le sue vie.

Camminiamo tutto il giorno per le sue strade per scoprire un po a caso e un po cercando le varie attrazioni. Capitiamo in varie chiese, passaggi caratteristici, lungo fiumi con alberi storti e vediamo sparsi qua e là colorati murales ad adornare i muri della città. Finiamo poi in un enorme parco pubblico invaso da tutti gli abitanti, essendo domenica.
L’attrazione principale del parco é il tetto di un edificio che la gente usa come scivolo gigante con pezzi di cartone per scendere lungo le pendenze delle mattonelle.


Partiamo il lunedì mattina verso Mendoza e nella costanza di tempo e passaggi impieghiamo ancora due giorni e otto passaggi.


Giocano con noi un camioncino, Juan Manuel, il ragazzo che ci aveva dato l’ultimo passaggio per entrare a Cordoba, che ci invita a casa sua per delle empanadas e per conoscere la nonna, il padre e cugini/fratelli. Una macchina con padre grassissimo e figlio rotondo nel retro che ci molla ad
un camionero fino a villa Mercedes, un posto dove non fermarsi assolutamente, fino a quando il camionista dichiara che sarebbe arrivato solo fino a li..
  
Una notte in tenda dietro ad una stazione di servizio e poi l’attesa infinita attorno a San Luis. Primo passaggio da un taxi, gratuitamente, poi una coppia in macchina, poi il nulla che con lotta di pranzo ci porta ad entrare a San Luis e a trovare un fantastico posto di empanadas gestito da una italiana e un argentino che ha fatto il muratore a Milano per guadagnare i soldi per aprire.

Continuiamo con un passaggio su un pick up di zingari, nel cassone con una bambina ed un coltellaccio di 40cm buttato in un angolo ed infine un camionero di Mendoza.
Qui torniamo a casa di Fer, il CS che già ci ospitò.

Una volta Mendoza, al caldo, rilassato, un po’ complice il freddo accumulato, il cibo a cui non sono abitato, l’acqua non sempre ottima, le tensioni accumulate nelle ultime settimane, muoio. Muoio con una diarrea colossale per risorgere solo dopo due giorno di cure di Gaia, digiuno, riso
bianco e fermenti lattici.

Ora sto meglio, e il 2 maggio prenderemo un bus per Santiago del Cile.


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