Boston, dove tutto ebbe inizio


Visitare Boston ci fa fare un salto indietro nella vecchia e cara Europa. E’ qui dove l’America è diventata indipendente.

IMG_20151201_161453Viaggiare in macchina è il modo naturale di spostarsi per gli Stati Uniti (purtroppo o per fortuna) e di conseguenza è molto facile trovare dei noleggi auto, dei rivenditori di auto usate, dei venditori di auto nuove e dei rivenditori di pezzi di auto. Il posto dove è più facile trovare dei noleggi di auto è l’aeroporto, lì una schiera di uffici ti attende per poterti offrire un mezzo di trasporto. Ma il modo più economico di ottenere un auto, no non è il furto, è attraverso internet, usando uno degli aggregatori di ricerca come Expedia (caro) o Kayak (meno caro). In questo modo riusciamo a prenotare una macchina per un giorno, senza pagare nemmeno la tariffa di riconsegna in un posto diverso rispetto a quello di partenza, per soli 35 dollari. Sommando poi benzina e pedaggi non arriviamo nemmeno a 100 dollari, il prezzo del biglietto del bus per una persona da Toronto a Boston. Così, la seconda volta nel giro di 10 giorni, decidiamo che è più comodo ed economico guidare in una giornata l’equivalente di Milano-Napoli, piuttosto che prendere il bus. L’America ci ha davvero cambiato, soprattutto nella percezione delle distanze.

Boston ci accoglie a casa di un ragazzo che alterna CouchSurfing ad AirB&B in camera sua, dormendo per terra su un materasso gonfiabile vicino all’ingresso della casa. Al secondo giorno scopriamo il motivo del continuo ospitare e scopriamo anche che in casa non vive solo, ma con un topino che ogni tanto spunta fuori da dietro la televisione, in mezzo ai cavi del computer e poi scompare appena si accorge di esser stato scoperto. Questa volta non dormiamo nemmeno per terra..

Boston è una città universitaria, viva, attiva, che pulsa di persone e di posti da visitare e da vivere. IMG_20151204_103213Ci sono bar, campus universitari che si estendono in parti diverse della città, dando l’idea di un continuo movimento. Questo inverno pare molto mite e mentre noi siamo in giro con la giacca pesante cercando uno spicchio di sole per riscaldarci, molti sono ancora in giro in maglietta ed alcuni in pantaloncini corti. Infatti da queste parti l’inverno è solitamente molto freddo e con i pochi gradi sopra lo zero di questi giorni probabilmente molti sono convinti che sia già primavera, contrariamente al fatto che in un modo o nell’altro “winter is coming”.

 

Boston (e ho iniziato il terzo paragrafo con la stessa parola) è la città dove è nata l’America, dove venne gettato il the in mare e dove i rivoluzionari formarono le basi per la moderna confederazione di stati i cui cittadini identificano con il mondo intero. IMG_20151204_142110Uno dei percorsi turistici guidati o auto-guidati possibili si chiama proprio “freedom trail” e come quasi tutti i grandi trail americani è asfaltato, ma questa volta a ragione in quanto attraversa i vari luoghi della città dove si riunivano le persone, dove cospiravano i cospiratori, dove vivevano i patrioti. La città è molto europea nelle costruzioni, anzi, britannica, con case di mattoni pieni rossi a vista, sia dentro che fuori, si vede che è passata più storia in questa costa Est e che le prime baracche di legno hanno avuto il tempo di essere sostituite con costruzioni in muratura, cosa che sulla costa Ovest si vede di meno, là il legno è ancora il materiale preferito per la costruzione.

 

Boston (e quattro) è anche sede di alcune tra le università più famose al mondo. IMG_20151204_154700Visitiamo sia il campus del MIT, IMG_20151204_152806che quello di Harvard e camminando in mezzo a studenti e professori provo una profonda nostalgia ed un’energia nuova che mi invoglia a studiare ad apprendere più di quanto stia apprendendo in questo momento: i mesi in Sud e Centro America sono stati più intensi, culture diverse, modi di vivere da comprendere e cibi nuovi da scoprire; in Nord America invece, dove per mangiare decentemente bisogna cercare dei ristoranti cinesi, e dove la cultura è così vicina, discende infatti da quella europea, mi sento che non sto più apprendendo nulla, che sono dentro ad una routine e ad una pigrizia cognitiva. Situazione che sono intenzionato a cambiare.

 

Durante le visite ai campus apprendiamo pettegolezzi come il fatto che il ponte vicino al MIT si chiami Harvard Bridge, perchè l’MITIMG_20151204_144339 non ha voluto intitolarselo in quanto era strutturalmente instabile e che cedendolo ad IMG_20151205_145402Harvard sono stati poi loro a dover eseguire i lavori di consolidamento, sotto le direttive dei tecnici del MIT.. Ad Harvard invece si possono trovare dei corsi in cui ti insegnano la fisica attraverso la cucina, sarebbe stato bello aver a disposizione cose del genere, ma sicuramente sarebbe un modo innovativo per poter far piacere una materia così ostica agli studenti delle superiori.

 

 

 

 

 

La prossima tappa è la grande mela, dove staremo dal 7 Dicembre fino all’inizio dell’anno prossimo.


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